Concluding Excerpt from “Sulla #AmorisLaetitia di Papa Francesco: gioie, domande, tristezze di Josef Seifert”

Come possono Gesù e la sua Madre santissima leggere e paragonare queste parole del Papa con quelle di Gesù e della sua Chiesa senza piangere? Como può lo stesso Papa Francesco paragonarle senza piangere? Piangiamo dunque con Gesù, con profondo rispetto e affetto per il Papa, e con il dolore profondo che nasce dall’obbligo di criticare i suoi errori! E preghiamo affinché il Papa stesso o un Santo Concilio revochino queste false dottrine contrarie alle sante parole di Cristo, che mai moriranno, e alle sante dottrine della Chiesa!

Non è possibile, come propongono alcuni eccellenti cardinali e laici (come Rocco Buttiglione), leggere queste poche ma pregnanti parole della Amoris Laetitiaconsiderandole in armonia con le parole di Cristo o con le dottrine della Chiesa!

Qualcuno potrebbe chiedermi come io, misero laico, possa criticare un Papa. Rispondo: il Papa non è infallibile se non parla ex cathedra. Vari Papi (come Formoso e Onorio I) furono condannati per eresia. Ed è nostro santo dovere – per amore e per misericordia per tante anime – criticare i nostri vescovi e persino il nostro caro Papa, se essi deviano dalla verità e se i loro errori danneggiano la Chiesa e le anime. Quest’obbligo fu riconosciuto nella Chiesa fin dall’inizio.

San Paolo resistette al primo Papa, san Pietro, con dure ed energiche parole, quando egli, nella sua decisione pratica, deviava dalla verità e dalla volontà di Dio. Sant’Atanasio resistette a Papa Liberio che firmò una dichiarazione che conteneva l’eresia ariana o semi-ariana, che negava la vera divinità di Gesù Cristo. Questo Papa, davanti alla critica di sant’Atanasio, scomunicò sant’Atanasio ingiustamente, commettendo un errore contro il quale vi furono laici che levarono le loro voci e che fu corretto in seguito. E oggi la Chiesa, che deve in parte a questo Santo la preservazione della sua fede, celebra la sua festa in tutto il mondo.

Alcuni laici resistettero a Papa Onorio che fu poi condannato per eresia per essersi dichiarato a favore della eresia monotelita (che negò le due nature e le due corrispondenti volontà umane e divine della medesima persona Gesù Cristo). Laici protestarono contro l’eresia di Papa Giovanni XXII sulla visione beatifica, un’eresia che Giovanni XXII stesso revocò un giorno prima della sua morte con la bolla Ne super his e che fu condannata nella bolla Benedictus Deus dal suo successore Benedetto XII.

Seguiamo allora, senza paura, tali sublimi esempi di amore per la verità e per la Chiesa e non acconsentiamo mai se vediamo che Pietro è caduto in un errore. Papa Francesco stesso ci esortava a fare esattamente questo e a criticarlo invece di mentire al mondo cattolico o di adularlo. Prendiamo a cuore le sue parole, ma facciamolo umilmente e solo per amore di Gesù e della sua Santa Chiesa, per asciugare le lacrime di Gesù e per glorificare Dio in veritate.

In conclusione: se non è possibile, come non lo è, interpretare le affermazioni dell’AL, quelle menzionate e altre, in continuità con il magistero sempiterno della Chiesa, dobbiamo chiedere umilmente, ma con forza, e in modo deciso al Santo Padre che egli stesso revochi questi errori gravi o, almeno, corregga queste frasi che quasi nessun lettore dell’AL può intendere come conseguenze delle Sacre Scritture, ma che tutti (compreso le Conferenze episcopali come quella delle Filippine) interpreteranno inevitabilmente, più o meno subito, con un significato errato che nessun Papa deve affermare essere la verità. Come il Papa stesso, e non cattivi giornalisti o interpreti dell’AL, ha detto queste e altre cose false, credo che spetti al Papa sostituirle con la verità, affinché la parola della Santa Eucaristia e della Costituzione dogmatica Lumen Gentium si verifichi in modo glorioso e che la Chiesa si mostri a tutti come epifania e “ferma colonna della verità” e come forno di fuoco di un amore e di una misericordia infinita, ma in veritate.

(Source: Corrispondenza romana Sulla Amoris laetitia di Papa Francesco: gioie, domande, tristezze di Josef Seifert, 08 giugno 2016)